mercoledì 9 novembre 2016

ALLA SCOPERTA DEL TARTUFO - TRUFFLE EXPERIENCE

I TARTUFI: CHE COSA SONO?


CLASSIFICAZIONE BOTANICA 

REGNO Eumycota (Funghi eucarioti)
PHYLUM Ascomycota
CLASSE Ascomycetidae 
ORDINE Pezizales
FAMIGLIA Tuberaceae 
GENERE Tuber
SPECIE tra le principali: 
  • Tuber magnatum pico (tartufo bianco o tartufo bianco d'Alba)
  • Tuber melanosporum, Vitt. (tartufo nero pregiato)
  • Tuber aestivum, Vitt. (scorzone estivo)
  • Tuber borchii, Vitt. (bianchetto) 
I tartufi sono il prodotto dei corpi fruttiferi di funghi ipogei (cioè che completano il loro intero ciclo vitale nel sottosuolo, a delle profondità variabili). Questi funghi, del genere Tuber, sono delle specie simbionti che si legano a piante differenti in base all'habitat in cui vivono e alla specie stessa del fungo. 

"FUNGO SIMBIONTE O MICORRIZICO = fungo che per vivere deve instaurare un legame con le radichette di una determinata pianta dalla quale può trarre così le sostanze nutritive per la sua sopravvivenza. Di ritorno la pianta riceve preziosi sali minerali e una maggiore area di captazione dell'acqua."

Ogni specie di tartufo si caratterizza per forma, colore e odore specifico. La caratteristica principale di questo prodotto prezioso è proprio l'emanazione odorosa donata da madre natura per attirare i mammiferi che popolano il bosco, i quali cibandosi del tartufo assicurano la diffusione delle spore e quindi della specie micotica.

Il tartufo bianco d'Alba è sicuramente il tartufo più conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo gastronomico: rappresenta un prodotto pregiato e di grande valore culturale, in particolare per il Piemonte. Purtroppo però ad oggi è molto sentita la problematica ambientale della perdita del territorio naturale e quindi delle relative tartufaie. Questo processo di degrado ambientale porta inesorabilmente ad un alto rischio di estinzione del tartufo piemontese e allo spostamento del commercio verso altre regioni, sopratutto straniere come ad esempio la zona dell'Istria. Save the truffle è un'associazione che si occupa della tutela e della salvaguardia dell'impagabile area piemontese diventata patrimonio mondiale dell'Unesco. Il valore della biodiversità è fondamentale per l'ambiente (e quindi per l'uomo stesso che spesso si dimentica di farne parte) e per la cultura che si è creata attorno. Bisogna infatti sottolineare che quello che fà del tartufo bianco d'Alba un prodotto così pregiato è frutto solo ed esclusivamente delle specifico territorio in cui nasce e cresce, costituito da una nicchia ecologica caratterizzata da determinate proprietà biochimiche del suolo e da particolari condizioni climatiche, senza le quali il fungo non è in grado di riprodursi. 
Bibliografia: 
  •  Appunti di Botanica Sistematica di Alessandro Petraglia - Unipr
  • http://www.regione.piemonte.it/foreste/images/files/pubblicazioni/tartufo_ricerca_speriment.pdf

I CANI DA TARTUFO


Se i corpi fruttiferi del Tuber magnatum pico sono i tartufi più pregiati, gastronomicamente parlando, il tartufo più bello in assoluto è senz'altro quello del fedele compagno dell'uomo: il cane! Il Lagotto Romagnolo è la razza riconosciuta ENCI - FCI più nota cane da tartufo, alla quale sono anche dedicate specifiche prove di lavoro, ma in realtà nel mondo dei trifolai sono molto apprezzati e diffusi diversi incroci tra cani da caccia e non. Un buon cane da tartufo non deve solo avere un'indole naturale per la cerca, ma deve mostrare anche un carattere docile, assertivo, acuto, e ovviamente predisposto all'addestramento e al lavoro con l'uomo.

La formazione del cane da tartufo deve avvenire fin da cucciolo sotto forma di gioco e per arrivare ad un buon livello cane e conduttore devono instaurare un ottimo rapporto collaborativo e di fiducia reciproca. Per il cane lavorare con l'olfatto è un indole naturale e piacevole, ma per sfruttare questo istinto a nostro favore bisogna indirizzare il cane verso l'oggetto del desiderio attraverso un addestramento paziente, basato su buone ricompense. È certamente valida la regola base di tutti gli addestramenti: più il premio sarà succulento e gradito al cane più alta sarà la motivazione a lavorare.

Nelle prime fasi l'addestramento avviene tramite ricerche simulate, questo significa che inizialmente è l'uomo a nascondere delle marche prima in un'area ristretta e poi, poco alla volta, si iniziano ad inserire varie difficoltà, come una maggiore distanza, diverse profondità, aree diversificate, ecc. Questo tipo di ricerca simulata può diventare un gioco e uno sport per tutti quei cani che mostrano una naturale indole alla cerca, così da trovare uno sfogo alternativo ai classici sport cinofili. La ricerca vera e propria dei tartufi, che viene compiuta su terreni naturali, invece è molto più complessa in quanto il conduttore deve conoscere bene il suo territorio e le specie botaniche simbionti. Spesso bisogna ricorrere a malizie addestrative per mantenere sempre alta e costante la concentrazione del cane durante la ricerca dei tartufi, la quale deve sempre concludersi in maniera positiva.

La ricerca naturale del tartufo è molto impegnativa per il cane che deve vagliare diversi kilometri su terreni anche difficoltosi e in pendenze varibili, mantenendo sempre alta la concentrazione e il lavoro di naso. Ci terrei quindi a ricordare che il cane da tartufo và considerato a tutti gli effetti un cane sportivo a cui spetterebbero perciò tutte le cure e le attenzioni che si danno ai cani impegnati negli sport cinofili riconosciuti. Un cane ben alimentato, ben allenato e ovviamente ben addestrato darà sicuramente il 100% di tutte le sue capacità fisiche e cognitive.

Il lavoro che compiono questi cani è davvero spettacolare e quello che ci regalano è prezioso non solo sotto il punto di vista culinario, ma anche come parte integrante della cultura e della tradizione del nostro amato territorio.

Polly-Ricerca nel noccioleto
Polly-Ricerca nel noccioleto

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mercoledì 27 luglio 2016

DOMANDE FREQUENTI

Chi si approccia per la prima volta all'addestramento e all'educazione di un cane è spesso assorto da dubbi alimentati dalla confusione che si crea sentendo vari pareri discordanti, dati soprattutto da non professionisti del settore. Vediamo allora di cercare di rispondere alle maggiori domande che si pongono i neo-proprietari di cani:

1) Quando si può iniziare l'addestramento / educazione?

L'educazione e l'addestramento di un cane si possono iniziare non appena il cucciolo ha terminato il suo ciclo vaccinale (per i vaccini consultare il veterinario), quindi intorno ai tre mesi - tre mesi e mezzo. Prima si inizia meglio è per due motivi principali: il primo è che il cucciolo apprende facilmente e velocemente, il secondo è che anche il proprietario impara da subito a gestire correttamente il cane senza andare a commettere i classici errori che portano poi ai classici problemi (tira, non ascolta, salta addosso, ecc). Iniziare prima del termine delle vaccinazioni invece è pericoloso per la salute del cucciolo che, scoperto dagli anticorpi, potrebbe incorrere in malattie mortali come la parvovirosi. Prima del termine infatti è consigliabile non esporre il cucciolo ad ambienti frequentati da cani che possono essere portatori di malattie a cui il cucciolo ancora non è immune. 

2) Il cane non è più un cucciolo, impara ancora?

L'idea che il cane è troppo grande e non impara più è molto radicata in alcune persone, ma è del tutto sbagliata! Alcuni proprietari decidono di non educare il loro cucciolo, ma si trovano con seri problemi con l'arrivo dell'età adulta; altri invece decidono di adottare direttamente un cane adulto pensando però che non apprenderà più. Nella realtà nessun cane è troppo grande per imparare! Ovviamente l'addestramento è meno immediato e più difficile rispetto ad un cucciolotto, ma sicuramente fattibile.

Per prima cosa parliamo di comportamento: nella maggior parte delle volte ci troviamo davanti a dei casi in cui il cane di per sè non ha alcun problema in quanto il vero dramma sta nell'errata comunicazione tra cane e uomo. Con un corso di addestramento comportamentale si vanno a risolvere tutti i problemi e il cane sarà ben felice di seguirvi in questo percorso perchè anche lui ha voglia di "mettere ordine" essendo insito nella sua etologia!

Lo stesso discorso vale per cani adulti recuperati da canili o da altre situazioni particolari. I cani possono apprendere a qualsiasi età, partendo dal presupposto che bisogna attenersi alla loro natura comportamentale. 

Ovviamente tutto ha un limite: se a un cane di 8 anni che ha sempre fatto quello che voleva gli si vuole imporre un addestramento bè...bisognerà analizzare bene la situazione!!

3) Lezioni private o collettive? 

Le lezioni devono essere singole e private, successivamente l'istruttore vi inserirà in un programma collettivo. Questo perchè cane e proprietario devono essere seguiti in base alle loro esigenze e devono poter imparare con i loro tempi; solo dopo saranno pronti per lezioni insieme ad altri cani.

4) Il mio cane deve socializzare? 

La parola "socializzazione" vuol dire tutto e niente e c'è un ricamo assurdo attorno a questa parola di cui si abusa! Serve un articolo a parte per spiegare cos'è la socializzazione, ma in parole povere: sì i cani devono socializzare, ma questo non vuol dire nella maniera più assoluta liberarlo quotidianamente o saltuariamente  in mezzo ad altri cani!! Diffidate da chi vi chiede soldi per liberare il vostro cane insieme a degli altri sotto la guida di una figura che si spaccia come educatore o di chi vi chiede di farlo al parco! Rischiate seriamente di tornare a casa con delle brutte sorprese. La socializzazione va fatta in tutt'altro modo.

5) Ricerca sfrenata del prezzo più basso.

Affidatevi sempre e solo a veri professionisti del settore qualificati che esercitano da anni e che hanno ottenuto risultati con i loro cani. Il professionista ha un costo, l'improvvisato educatore un altro, attenzione che non stiamo parlando dell'offerta al supermercato ma della vita del vostro cane che si appresta a vivere con voi, speriamo, per 15 e più anni! I cani hanno un costo, per tutta la durata delle loro vita, considerando veterinario, alimentazione sana, addestramento ed educazione e per i cani da lavoro lo sport. Se non siete sicuri di poter far fronte a tutte queste spese pensateci bene prima di adottare o comprare un cane.
"Se pensi che un professionista ti costi troppo, pensa a quanto ti costerà un incompetente" (cit.)

6) Perchè il cane deve svolgere un lavoro?

Molte persone adottano un cane in modo impulsivo, scegliendo spesso una razza che in definitiva non conosce. La maggior parte delle razze canine è stata selezionata nel tempo per poter svolgere un determinato lavoro per cui abbiamo i cani da caccia, i da pastore, da difesa ecc... Per questo motivo i cani devono poter svolgere il lavoro per cui sono nati ed esistono molti sport cinofili adatti ai cani da lavoro come l'obedience, l'agility, l'utilità e difesa, il soccorso e la ricerca di persone, la ricerca del tartufo e così via. Tutte le razze sono state divise dalla FCI in diversi gruppi, che si possono consultare anche sul sito dell'ENCI: http://www.enci.it/libro-genealogico/razze in cui viene descritto gruppo, standard caratteriale e standard fisico di ogni razza canina.